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Il foglio (racconto breve da 1 minuto)

Il foglio bianco mi fissa curioso. Sono ancora indeciso.
Lo guardo e per un attimo sembra aprirsi a precipizio sulla mia vita.
Vedo Angela e quella fossetta sotto il labbro che mi aveva colpito sin dalla prima volta che l’ho incontrata.
Poi scivolo giù tra le righe di un pentagramma e mi ritrovo a canticchiare quella canzone che suonava la radio prima dell’incidente.
Un rombo mi distrae dai miei pensieri. È il camion dell’immondizia che recupera il vetro dalla campana. Lo scrosciare di quei vetri mi riporta al mio foglio bianco.
Il vuoto dinanzi mi smarrisce. Il lampo degli occhi di Angela mi abbaglia.
Voglio immergermi in quel tempo, in quell’attimo, vorrei dimenticarlo.
La penna, però, inizia a scivolare ruvida sulla carta solcandola come un aratro, le lacrime dai miei occhi iniziano a cadere grosse come gocce di pioggia d’agosto. La carta si inumidisce qua e là diventando molle e trasparente.
E se il tempo del cuore non mi ingannasse vivrei già il domani come fai tu chissà dove, l…

La mensa (racconto breve da 1 minuto)

Taglia la cotoletta in strisce sottili la donna che siede al tavolo accanto alla cassa della mensa. La taglia fissando l’amica che le è di fronte. Lo fa con una forza che non si addice ai suoi lineamenti delicati.
Sorride all’amica e annuisce a quello che lei racconta ma si vede lontano un miglio che ha la testa altrove. Fissa oltre il capo di quella amica chiacchierina che usa come paravento. Fissa la fila di lavoratori con il loro vassoio.
Cerca qualcuno, è chiaro.
Tossisce e si passa il tovagliolo di carta riciclata sulle labbra, c’è qualcosa che la sta disturbando oltre ogni modo. E non è la ragazza di fronte che continua a parlare.
Un uomo con un lungo cappotto nero le sta passando accanto. Se ne sentiva l’odore di legno di sandalo prima ancora che arrivasse alla vista. I loro sguardi si incrociano e lei si sente a disagio perché l’odore dei loro corpi si fa più intenso.
Anche l’amica se ne accorge. “Chi è quello?” le chiede. La donna lascia le sue sottili strisce di cotoletta e …

Ho letto "Oltre il fiume" di J. R. Moehringer

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Sono all’aereoporto per andare a Bari e, come al solito, mi faccio un giro in libreria per trovare qualcosa che mi intrighi un po’.
Trovo, nascosto tra titoli a me molto noti, questo piccolo libro, "Oltre il fiume", del giornalista americano John Joseph "J.R." Moehringer: è un reportage che ha vinto il premio Pulitzer un bel po’ di anni fa. Mi incuriosisco e lo acquisto.


L’ho letto tutto di un fiato durante il volo. Bello: perché è la storia di una comunità, perché è anche la storia di un passato che segna significativamente un futuro, perché è uno dei tanti volti della democrazia più grande al mondo.
Non è una lettura da spiaggia, direte. Sì ma in spiaggia ci vanno pure gli intellettuali e io, come dire, ne ho per tutti!!!
Buona lettura.

Oltre il fiume
J. R. Moehringer
Traduttore: G. Zucca
Editore: Piemme
Collana: Piemme voci
Anno edizione: 2014
Pagine: 93 p., Rilegato
EAN: 9788856641738

L'incrocio (racconto breve da 2 minuti)

Lo vidi una mattina carica d’umidità. Mi fissò con occhi fieri e severi come se mi volesse far abbassare lo sguardo e addomesticarmi.
Io ero in auto e lui per strada.
Ne rimasi  colpita certa, però, che non l’avrei mai più incontrato. E, invece, una settimana dopo era di nuovo lì a scrutarmi. Stesso posto, stesso incrocio.
Io in auto, lui per strada.
Ma questa volta c’era il sole e lui allegro e pieno di vita. Incontrare il suo sguardo fu piacevole; questo sebbene io a un tipo come lui non mi sarei mai sognata, dico mai sognata di dare spago. Eppure quella sua gioia di vivere qualcosa aveva prodotto in me.
Il giorno dopo ero lì che lo cercavo in mezzo alla gente, colta da un desiderio antico e lo confesso, assai seducente, di essere addomesticata. Io, proprio io, che sempre professavo la mia ostinata volontà  di essere libera, libera da tutti e tutto, soprattutto da legami di questo tipo. Eppure, lo ammetto, lui aveva qualcosa che mi attraeva.
Lui se ne rese conto e iniziò a studiare …

Ho letto "Le intermittenze della morte" di José Saramago

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Un titolo inquietante per una libro da leggere prima di andare a dormire, ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze: è un racconto brillante e molto divertente. Ve lo propongo perché, anche se è un po’ vecchiotto, è un imperdibile.


E questo perché mette in moto allegramente il cervello rivelando in modo spietato tutti i paradossi della nostra società che di morte e di vecchiaia non vuole proprio sentire parlare sebbene siano parte della vita e siano un’esperienza che toccherà a ciascuno di noi. Da gustare sorseggiando un aperitivo comodamente sprofondate in poltrona!

Le intermittenze della morte
José Saramago
Traduttore: R. Desti
Editore: Feltrinelli
Collana: Universale economica
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: Brossura
EAN: 9788807881350

lestoriebrevi, i romanzi brevi da leggere mentre si fa la coda

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Ieri ho pubblicato "La sigaretta", il mio primo racconto con l'hashtag "#lestoriebrevi": raccoglie le storie che si possono leggere in 1, 2, massimo 5 minuti, non di più. Il tempo di una breve attesa.
Già.
L'idea mi è venuta al mercato: c'è sempre un po' di coda da fare e, visto che mi piace leggere, porto con me il kindle e vado avanti con i romanzi che sto leggendo.
Però... è un leggere a singhiozzi: inizi, interrompi, riprendi, interrompi.
E, poi, devo ricordarmi di portare il kindle.


Così, tra una cassa di cavolo rosso ed una di spinaci, ho iniziato a pensare a delle storie complete da leggere in pochi minuti, sempre disponibili sullo smartphone (o su tablet, o su pc): tutta una storia che si dipana mentre si aspetta dal pediatra, o nella pausa caffè, o al banco gastronomia del supermercato... fate voi.
Sto pensando anche a storie brevissime, da 280 caratteri: ma è un obiettivo molto, molto difficile :)

#lestoriebrevi per i lettori Dove puoi tr…

La sigaretta (racconto breve da 2 minuti)

Sulla scrivania piena di scartoffie la tazza di caffè è ormai vuota. Resta un fondo di polvere che il maresciallo fissa socchiudendo gli occhi. Cerca una risposta ai suoi pensieri ma non sembra trovarla. Stringe le labbra e annusa l'aria pregna del fumo di quell'ultima sigaretta che si è fumato qualche giorno fa, prima di decidere di smettere.
Smettere, ma come si fa a smettere? Il pensiero scorre istantaneo tra i canali del suo cervello.
Afferra il berretto e se lo calca in testa. Non vuole far uscire questo pensiero proibito. Pensa a sua moglie mentre varca la soglia del suo ufficio.
"Esco a prendermi un caffè" mugugna all'appuntato magrolino e pelato che lo fissa con l'occhio distratto dall'ultimo messaggio su Facebook.
Fuori, attraversa la via e si ritrova al bar di Rosina.
Lei è dietro al bancone con i suoi fianchi abbondanti ben stretti in una gonna al ginocchio e i seni rotondi che occhieggiano sotto la camicetta di nylon. Ne cerca lo sguardo.
Ma …