Post

Visualizzazione dei post da Febbraio, 2015

Il bosco e la bambina (parte II)

Immagine
Cosa succederà al bosco, ora che è chiuso in una bottiglia portata via dal mare?
Lo scoprirete solo leggendo. :)
La prima parte del racconto la trovate qui.
Enza Emira



Il bosco si risvegliò lungo le rive di un piccolo fiume. Faceva un gran caldo e tutt’intorno la terra era rossa e polverosa. Osservò che c’erano pochissimi alberi, forse qualche animale che, ogni tanto, sbucava dalla radura. Ora non si muoveva più, la sua bottiglia s’era fermata, incagliata tra due grossi sassi neri. E il sole picchiava, maledettamente.

“Povero me – pensò il bosco – fa un tale caldo che è peggio che stare in mare aperto, devo cercare di tornare a portata della corrente”. E mentre provava, muovendo tutti i suoi rami, a liberare l'ampolla, fu raccolto da una bambina dai denti bianchissimi e dalla pelle nera.
Il bosco rimase senza parole, attonito. Aveva saputo dagli uccelli che c’era un paese, l’Africa, dove gli uomini erano neri ma quando glielo avevano raccontato non ci aveva creduto.

Si spaventò co…

Il bosco e la bambina (parte I)

Immagine
Bentornati, ecco un nuovo racconto.
Sarà in due puntate. Spero vi piaccia.
A chi  fosse interessato, segnalo che di questo racconto ho fatto anche una versione teatrale per bambini.
Scrivetemi se vi incuriosisce.
Buona lettura!
Enza Emira



Ai piedi di Colfosco, tra i boschi delle Dolomiti, c’è un piccolo ruscello dall’acqua trasparente e fredda, un ruscello a tratti ghiacciato d’inverno e a tratti secco d’estate. È la dimora della ninfa Cristallina, spirito di bellezza e amicizia che custodisce e protegge i boschi di queste montagne.
Cristallina è una ninfa saggia e giusta e tutti, alberi e animali, la rispettano e l’accolgono con gioia quando va a fare loro visita. Dove passa Cristallina nascono fiori e spuntano nuovi germogli e non c’è bosco che non attenda con ansia di vederla per ospitarla tra i suoi rami e la sua terra e vedersi rivestito tutto di verde nuovo e colori. Ma non sempre è stato così, c'è stato un tempo, di cui ancora si mormora tra questi rami, in cui un bosco si…

Elsi, Pepé e la cura del gatto Arcobaleno

Immagine
In una valle verde vieni con me
A vedere cosa fanno Elsi e Pepè

Vivono tra alberi, fiori ed animali
E le loro giornate non sono banali

SSST eccoli li vedo arrivare
Capiamo assieme cosa stanno per fare

Dietro al roseto rannicchiato
sta Pepé un po’ imbronciato

Elsi invece corre in giardino
Per curare il suo gattino

“Che sorella permalosa!”
Grida Pepè con voce odiosa

Lei fa finta di non sentire
Ha un micino da accudire

Ma Pepé mugugna e insiste:
“Questo è un fare brutto e triste”

Vuol giocare il piccolino
al dottore con il gattino

Elsi invece alla parrucchiera
E stringe il micio dritta e fiera

“Stai pure lì a frignare
Arcobaleno non te lo voglio dare”

Poi incipria ed infiocchetta
Quel gattino come una bamboletta

“Miao” s’appella l’animale
perché il nastro gli fa male

All’udire quel lamento doloroso
Scatta Pepé sul manto erboso

Va a colpire la sorella
ammollandole una sberla

Grida allora e s’accapiglia
Elsi con Pepé e il gatto di famiglia

E nel mezzo della zuffa
Fa Pepé una cosa buffa

Prende i…

Buonanotte, con le mani

Immagine
Allora si parte!
Questa è una storia per i più piccoli, un modo divertente per imparare i nomi delle dita.
Buona lettura.
Enza Emira


"Il palmo e le dita.
Il palmo, le dita e le unghie.
Il palmo, le dita, le unghie e le nocche.
Il palmo, le dita, le unghie, le nocche e il dorso.
Che cosa manca, secondo te?"
Chiese la mamma sfregando le mani con delicatezza. Faceva sempre questa domanda prima di lasciarla dormire.
Agata sorrise dal suo lettino rosa fissandola negli occhi:
"Solo il polso. E poi i nomi".
"I nomi di cosa?"
"Di tutte le dita. Dai presto dimmeli".

La mamma battette i palmi portandoseli alle labbra.
"Dunque - disse con tono da esperta - il primo si chiama pollice. È il più piccolino ma, attenta,  perché è il più saggio".
"Perché?" intervenne impaziente la bambina arricciando il naso.
"Perché sa sempre cosa fare ed è l'unico dito che ci permette di afferrare".
"Così?" fece Agata stringendo il …